Che font si usa per scrivere e stampare un libro?

Che font (o carattere) si usa nei libri?

Bella domanda!

Me la sono posto anch’io molte volte negli ultimi anni e, pur trovando mezze risposte qua e là, non sono riuscito a ritenermi soddisfatto finché non ho compiuto una delle mie lunghe crociate in merito.
Armato di pazienza, libri e scanner ho sfidato alla pugna le case editoriali, deciso a scoprire quale font utilizzassero per la stampa dei loro romanzi.

A metà dell’opera ho scoperto che molti editori inglesi si arrendono già alla prima pagina, sventolando una bandiera bianca con su scritto il carattere tipografico usato. Ovviamente gli editori italiani non sono così codardi, o forse sono solo più omertosi, e tengono la bocca chiusa dall prima all’ultima pagina.
Per vincerli mi sono affidato all’utile sito Identifont, che grazie a alcune domande mirate scova spesso il carattere usato nel libro, e in caso questo fallisse all’altrettanto utile Myfonts, su cui ho confrontato i paragrafi cartacei scannerizzati con i font digitali equivalenti.

Vi presento ora i risultati di questa lunga ricerca, e non solo a parole: per ogni libro analizzato ho preparato una immagine dove il carattere cartaceo precede quello digitale, di modo che possiate vedere coi vostri occhi di che font si tratti. E magari risparmiarvi una fatica simile nel futuro (sempre che ci siano altri folli come me in giro).

Ebbene, che carattere usano gli editori per stampare un libro?


Guanda

L’APOCALISSE RIMANDATA - Dario Fo

Font usato: Simoncini Garamond

L'apocalisse rimandata (Guanda) font: Simonicini Garamond


Booklet

EL MISTERIO DE LA CRIPTA EMBRUJADA - Eduardo Mendoza

Font usato: New Aster

El misterio de la cripta embrujada (Booklet) font: New Aster


Harper Perennial

FLUKE - Christopher Moore

Font usato: Baskerville Original Pro

Fluke (Harper Perennial) font: Baskerville


Debolsillo

REBELIÓN EN LA GRANJA - George Orwell

Font usato: Garamond Classico

Rebelión en la granja (Debolsillo) font: Garamond


Adelphi

Il PIÙ GRANDE UOMO SCIMMIA DEL PLEISTOCENE - Roy Lewis

Font usato: Baskerville

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene (Adelphi) font: Baskerville


Feltrinelli

PULP - Charles Bukowski

Font usato: Simonicini Garamond

Pulp (Feltrinelli) font: Simoncini Garamond


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Edizioni E/O

L’ELEGANZA DEL RICCIO - Barbery Muriel

Font usato: Simonicini Garamond

L'eleganza del riccio (Edizioni E/O) font: Simoncini Garamond


Vallecchi

TRISTE, SOLITARIO Y FINAL - Osvaldo Soriano

Font usato: Garamond 3

Triste, solitario y final (Vallecchi) font: Garamond


Bompiani

PIAN DELLA TORTILLA - John Steinbeck

Font usato: Garamond

Pian della tortilla (Bompiani) font: Garamond


Mondadori

VERACRUZ - Valerio Evangelisti

Font usato: Palatino

Veracruz (Mondadori) font: Palatino


E ora una piccola carrellata dei libri di editori inglesi che sbandieravano il font utilizzato nelle prime pagine, una buona abitudine che spero possa diventare comune anche qui in Italia (e Spagna, e America… e perché no? in tutto il mondo).

Penguin

CANNERY ROAD - John Steinbeck

Font utilizzato: Bembo

Cannery road (Penguin) font: Bembo


Hodder & Stoughton

ONE DAY - David Nicholls

Font utilizzato: Sabon MT

One day (Hodder & Stoughton) font: Sabon MT


Orbit

A DIRTY JOB - Christopher Moore

Font utilizzato: Palatino

A dirty job (Orbit) font: Palatino


Little, Brown

THE CASUAL VACANCY - J.K. ROWLING

Font utilizzato: Bembo

The casual vacancy (Little, Brown) font: Bembo


Abacus

ME TALK PRETTY ONE DAY - David Sedaris

Font utilizzato: Bembo Dante

Me talk pretty one day (Abacus) font: Dante


Ecco qua.
Ora è tempo di trarre le conclusioni:

Possiamo notare che la stragrande maggioranza di editori italiani (stragrande almeno per quelli che avevo qui in casa, in Spagna) usa il font Garamond, in una qualunque delle sue versioni. Niente di nuovo sul fronte occidentale, ma almeno ora ne ho le prove!
Mondadori rema contro corrente usando lo splendido, a mio avviso, Palatino, e così fa anche la Orbit, una importante casa editrice inglese.
Nel Regno Unito sembra anche molto comune il font Bembo, anche solo per essere usato dal colosso Penguin, oltre che da Abacus e Little, Brown. (NdGatto, come fattomi notare nei commenti, Abacus non usa il font Bembo, bensì Dante. Essendo entrambi tratti dai lavori di Francesco Griffo, però ai fini di questa lista il risultato è lo stesso. Vale lo stesso che per Sabon e New Aster, di cui parlo tra due paragrafi)
Adelphi e Harper Perennial si affidano al classicissimo Baskerville, seppur in versioni differenti.
Gli ultimi rimasti Sabon e New Aster, invece, possono quasi considerarsi Garamond a loro volta, giacché il primo è opera di un allievo di Claude Garamont in persona, e il secondo è stato disegnato da Francesco Simoncini, che ha tratto ispirazione dal maestro rinascimentale in tutti i suoi lavori più importanti.

Tirando le somme Garamond risulta essere il font più utilizzato per la stampa di libri e romanzi, quale che sia la versione. Secondo troviamo Bembo, altro font d’ispirazione rinascimentale, molto usato soprattutto all’estero. Infine Palatino, un font equilibrato e dal gusto più moderno, senza legature et similia; e Baskerville, font dal gusto retro che continua a essere molto utilizzato.

Quindi che dire?
Alcune versioni di questi font si trovano probabilmente già sul vostro computer, eccezion fatta per Sabon e Bembo. Ma siete proprio sicuri di poterli usare liberamente? Vi rimando a questo articolo, nel caso non lo foste.

Per quanto mi riguarda stamperò Non tutti i principi nascono azzurri con il font open-source EB Garamond, una versione free e di alta qualità del font più utilizzato nella stampa, di cui ho parlato anche nel post precedente.

Aggiornamento di giugno 2016: Nella seconda edizione del libro, preparata stavolta con un programma d’impaginazione adeguato, ho spostato le mie attenzioni su altri font liberi (senza nulla togliere all’ottimo EB garamond) per dare un tocco originale al romanzo.
Tra i candidati c’erano Alegreya, Rosarivo, Libre Baskerville, Cardo, Crimson e Sorts Mill Goudy. Degli eccellenti font gratuiti per la lettura/scrittura, e alla fine l’ha spuntata Alegreya, il più eccentrico dei 6, che mi ha conquistato con le sue forme.
Se mai dovessi trovare il tempo, vi parlerò di questi 6 font più dettagliatamente, poiché costituiscono un’ottima alternativa ai font più blasonati di cui ho parlato per tutto l’articolo.

Aggiornamento di aprile 2017: A quasi un anno di distanza, pare che io abbia trovato il tempo: ecco l’articolo sui font gratuiti perfetti per la stampa del tuo libro!

Se avete altri esempi e prove di che font usano diversi editori, vi invito a scrivermi un commento qua sotto, e io vedrò di aggiornare la mia piccola (per ora) lista!

Alla prossima, magari con un post più corto… XD

CREDITS: [1]

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