[Febbre del Software Libero - 0] Introduzione

Bentrovati.

Oggi parleremo di cose serie (!!!).

Da un paio d’anni a questa parte mi sono ammalato. Gradualmente.

E sì, sono contagioso.

Mi è venuta la febbre del software libero.

Il primo passo è stato incuriosirmi per linux, non ricordo nemmeno più quando, concretamente Ubuntu. Ricordo che, dopo alcuni anni di internet, mi venne curiosità per sapere cosa fosse effettivamente questo tanto discusso e criticato linux.

Ah, le piccole gioie dimenticate, chiedersi per anni una cosa e finalmente avere il colpo di genio: “Mannaggia! Lo cerco su Google!”. Ai tempi questo 1+1=2 non era così ovvio (almeno per me).

Torniamo in tema. Gugolài Linux e la sorpresa fu enorme: non era mica tutto codice come mi avevano fatto credere! Era come un Windows XP meno blu!
Eccitato come un bambino liberai un hard disk esterno da 160GB che stava dando problemi e decisi di installarci Ubuntu (che pensavo fosse l’evoluzione naturale di Linux, nonché l’unico S.O. Linux, beata ignoranza!). Vi risparmio i dettagli del come e percome, anche perché suonerebbero o estremamente banali o impossibili da seguire, dipendendo dal vostro livello di utenza.
Ubuntu mi piacque, anche se all’inizio non sapevo bene che farmene.
Poco a poco, però, bootando quel vecchio harddisk per pura curiosità informatica, iniziai a capire alcune cosucce, e Linux iniziò a piacermi sempre di più.

Salto nel tempo → Pasqua 2014

Agli sgoccioli del corso di specializzazione in Virtualizzazione del Patrimonio il mio portatile ebbe un mancamento.
Stava per compiere tre anni, ed era passato da Windows 7 a W8 a W8.1, qualcosa di brutto doveva succedere.

Il tempo stringeva, e il Blue Screen of Death era ormai un amico stretto.
[Parentesi informativa: ora ti sorride, poco prima di fotterti. Che dire? Bill Gates è diventato un cavaliere]
Cosa potevo fare? Ma che domande, mandare al diavolo i pochi programmi che mi tenevano stretto a Windows e installare una distro fiammante di Linux Mint, che aveva curiosamente appena rilasciato una Long-Time-Support (altro termine strano, ne riparleremo).

E questo ci riporta al presente: da allora, quando per l’ennesima e, giuro, ultima _volta mi sono reso conto dei vantaggi di Linux, ho deciso di cambiare filosofia e abbracciare software liberi, siano essi solo gratuiti o open source. E ho deciso di condividere le mie scoperte con voi (NdGatto2017: Salvo poi essere obbligato dai miei capi a usare il pacchetto grafico Adobe sul lavoro, e non per esigenze professionali).

Questo perché sono una persona maniacale e perdo spesso giornate intere alla ricerca di alternative, soppesando e provando diversi tipo di software libero fino a trovare il più adatto alle mie esigenze.

Basta piratare Windows e Office, Photoshop e Illustrator, Chippiuneha e Piunemetta!

Questo significa che vi straccerò le palle dicendo quant’è bello Linux e quanto siete cretini per usare ancora Windows?
Assolutamente no!

Proprio ora sto usando il mio computer da battaglia, che monta giusto Windows 7.
Non sto usando Linux Mint per un errore di sbaglio, in realtà, cioè perché la mia scheda di rete dà problemi col kernel attuale di Mint, ma se anche così non fosse non vi tratterei da idioti per usare Windows. Perché Windows funziona bene, sono gli utonti che funzionano male.

Quindi parlerò strettamente di software, e possibilmente software libero e multi-piattaforma. Questo perché, oltre a Linux e Windows, sempre più gente usa Mac, ed è bello parlare di cose di cui tutti possiamo beneficiare. E il software libero, contrariamente a quanto si possa pensare, ha molto, moltissimo da offrire.

Molti di voi conosceranno alcuni dei grandi nomi: Libreoffice (sì, “Libre”, Open è stato abbandonato a se stesso, praticamente), Firefox, Chromium e molti altri. Sono solo alcuni dei magnifici software liberi a vostra disposizione, e ne scopriremo presto molti altri.
Questi, tra l’altro, sono pure Open Source, altra definizione di cui riparleremo.

Ecco spiegata la rubrica.

Spero di avervi incuriosito e di poter aprire più di un paio d’occhi nel futuro.

E adesso vi lascio con un’anticipazione sul primo tema che tratteremo:

i Font, quei magnifici sconosciuti.

CREDITS: [1], [2].

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